Libreria - Sintesi finale

Giunto alla fine di questo approfondimento, voglio sintetizzare gli argomenti trattati nel blog; per aiutare la comprensione complessiva, ho riportato una mappa concettuale con tutti i temi presenti nei diversi post ed il percorso logico di questa sintesi.


Quando si pensa ad un oggetto la prima cosa che ci si chiede è come si chiama e come è fatto: quale è il suo nome, da dove deriva, come lo chiamano gli altri, quali solo le parti che lo compongono, di cosa è fatto.

E' da qui che parte la storia della Libreria raccontata in questo blog e scopriamo che il nome  deriva dalla parola libro o dal latino librum (accusativo di liber). Sempre qui vediamo che che i componenti fondamentali sono una struttura portante nella quale sono inseriti dei ripiani. Struttura portante e ripiani possono avere diverse forme ed essere fatte di diversi materiali.
Infatti, anche se originariamente il materiale utilizzato per la costruzione delle librerie era fondamentalmente il legno, con il passare del tempo i costruttori si sono orientati anche su soluzioni basate sull'utilizzo di materiali diversi, quale il metallo, il vetro, materiali plastici o, ancora, marmo ed altri tipi di rocce metamorfiche.
Anche la classica forma a parallelepipedo suddivisa da ripiani spaziati in modo regolare, con il tempo si è modificata.

Grazie all'utilizzo di forme e materiali, i designer si sono sbizzarriti ed hanno affiancato agli elementi più classici dei pezzi di arredamento di grande effetto. E' in questo modo che protagonisti come Eva Paster e Michael Geldmacher hanno trasformato la loro produzione di mobili in un'arte la cui massima espressione si percepisce in quello che è il loro credo progettuale: "I prodotti sono l'espressione di una prospettiva sulla vita. In linea con i valori e i sistemi che cambiano, cerchiamo nuove formulazioni, in questo modo veniamo a rivalutare le funzioni e trovare una nuova espressione estetica".

Ho appena parlato di produzione di mobili: in effetti, le aziende produttrici di librerie annoverano nei loro cataloghi mobili di ogni genere. Visto che, come detto, il principale materiale utilizzato è il legno,  capita che queste prendano origine da falegnamerie che, col tempo, hanno allargato la loro attività. E' questo il caso della ditta Riva 1920 di cui si parla in questo blog.
Tutt'altra impostazione, invece, la troviamo nell'altra ditta presentata, la Tonelli Design, che si è orientata di più sulla sperimentazione e sull'utilizzo di materiali diversi, focalizzandosi molto sul design del mobile creato.
Così, con la presentazione di queste due aziende ho voluto rappresentarvi diverse facce dello studio e costruzione del protagonista del nostro approfondimento. Nelle sue forme più innovative o particolari, alcune librerie o modalità di lavorazione delle stesse sono state brevettate; esempi di questi brevetti li trovate nel post dedicato a Innovazione e Brevetti.

In questo blog ho voluto parlare della libreria in tutte le sue possibili sfaccettature; così, vi ho mostrato in quanti posti diversi possiamo trovarne una rappresentazione. La incontriamo nell'arte figurativa (soprattutto in immagini sacre o rappresentazioni di vita quotidiana), in letteratura (inclusa la letteratura fantastica), in francobolli commemorativi, nei disegni di un fumetto, sulla copertina di un disco, all'interno di detti o proverbi popolari, in simboli, come quello della biblioteca di stato, e persino dipinte sui muri.

Per ulteriori approfondimenti su tutti gli argomenti trattati nel blog potete far riferimento alla bibliografia essenziale.

Prima di chiudere questa sintesi, ho un ultimo punto
Tutto quanto visto si collega, in qualche modo, alla mia vita: la lettura è una mia passione, anche se non rientra nei 5 oggetti che maggiormente mi rappresentano. In questo senso, la libreria fa parte anche della mia vita.

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